Webinar: “Card bio o riciclabili? Guida alla scelta del supporto più in linea con le proprie esigenze”.

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Il webinar “Card bio o riciclabili? Guida alla scelta del supporto più in linea con le proprie esigenze” spiega la differenza tra i diversi materiali di cui sono costituite le card stampabili e a tecnologia con chip RFID – contact, contactless o a tecnologia combinata. Come lo abbiamo fatto? Gabrio Mechetti, Card Sales Manager di Partitalia, risponde ad alcune domande che spesso ci rivolgono i nostri clienti.

  • Per biodegradabile si intende un materiale che subisce una degradazione biologica o biodegradazione completa: se una card in materiale biodegradabile viene rilasciata nell’ambiente, degrada e diventa biomassa. La sua composizione chimica si scioglie in monovalori che danno origine alla biomassa presente in natura.
  • Il degradabile è la scissione molecolare di una catena complessa in un materiale semplice: se ad un materiale che una catena molecolare composta da xyz, come il PVC, si aggiunge una sostanza nella catena molecolare che rende disgregabile la molecola, il materiale viene separato negli elementi base, che diventano molto più digeribili dall’ambiente rispetto a una plastica complessa.
  • Passiamo al materiale riciclato: qui parliamo di riciclato inteso come PVC. Il PVC è uno dei pochi materiali che possono essere completamente rigenerati: noi produttori di card, che produciamo tonnellate di card all’anno, abbiamo degli scarti di produzione, dei refusi; diamo questo materiale ad aziende certificate che controllano a norma di legge la presa in carico del materiale, lo puliscono, lo separano e lo macinano in mulini meccanici che lo rendono granulato. Questo granulato viene rivenduto al produttore iniziale che lo riscalda, lo ricalandra – passando ai processi di affinamento del materiale – e lo trasforma in canaline elettriche, in rivestimenti dei cavi elettrici, oppure in laminati piani che possono andare ad arricchire le cucine colorandone la materia, per esempio le cucine moderne in truciolato con il PVC laminato sopra, o ancora in materiale per il riutilizzo nel mondo delle card.
MATERIALI BIODEGRADABILI, DEGRADABILI E RICICLATI
Quali sono i materiali biodegradabili?
  • Legno. Il legno – e sempre nell’ambito delle card –, il cartone, cartoncino, cartoncino tecnico e le plastiche complesse chiamate bio-based, che si dividono in PLA e PHA. L’avvicinamento del materiale biodegradabile al mondo delle card si è avuto in alcuni casi per motivi di immagine, o per questioni ecologiche nel caso del cartone.  Specialmente negli Stati Uniti e in Inghilterra, dove la problematica ecologica è molto sentita e utilizzata per fare del marketing, i grandi brand sono stati i primi a voler passare dal PVC a materiali alternativi, nella fattispecie legno e soprattutto cartone.

Un materiale è biodegradabile quando viene utilizzato puro, nella sua materia primaria.

Nel mondo delle card, volendo produrre una card in puro legno, si hanno dei problemi di carattere produttivo spesso insormontabili, perché il legno ha una superficie porosa, non adatta a una tensione superficiale e non compatibile con certi tipi di stampa e di personalizzazioni. Volendo stampare un barcode, un Pin, ecc. è possibile avere dei problemi, perché le macchine che abbiamo a disposizione nell’industria di produttori di card sono state calibrate, tramite norme ISO, per lavorare su superfici standard, che al 99% sono in PVC. Normalmente alla card vengono perciò aggiunti elementi plastici: abbiamo, quindi, il legno con materie plastiche e con verniciature chimiche, per dare la possibilità di utilizzare il legno su macchinari industriali. È una premessa che va fatta perché mixando i materiali biodegradabili con materiali non biodegradabili si ottiene un materiale ibrido, che è ancora più dannoso della plastica stessa, perché non può essere riciclato e non viene smaltito se non nei termovalorizzatori, quindi viene distrutto come la spazzatura normale.

Volendo parlare di biodegradabile ci si riferisce alla teoria sul prodotto puro, quindi il legno. Il legno è un materiale di difficile lavorazione, ha dei pro che sono l’altissima biodegradabilità, in due/tre anni si distrugge, a patto che non venga abbinato a materiali plastici e laminazione. Ha dei contro che sono: bassa flessibilità meccanica – se piego una card in legno si spezza –, una reperibilità abbastanza limitata e una bassa compatibilità con i macchinari di produzione. Attrezzandosi le card in legno possono essere utilizzate come loyalty card, gift card e card RFID. Noi personalmente siamo in grado di fornire queste card sia senza che con tecnologia.

  • Cartone. Il cartone è un altro materiale biodegradabile. Il cartone ha un altissima stampabilità, in tutte le tipologie (offset, serigrafia, tampografia, ecc.), ma ha dei limiti quali la flessibilità relativa – la carta viene prodotta, pressata seguendo una linea di fibra della carta, per cui quando si flette in linea di fibra si sgrana, si sgretola, si spezza, tanto è vero che quando si fanno delle produzioni di questo tipo bisogna creare un prodotto in tranciatura di fibra, cioè un prodotto che ha la flessibilità nel lato più fragile della carta –, pochissima o nulla resistenza alle abrasioni – per cui se vado a grattare con l’unghia salta via la stampa –, molto sensibile all’umidità – grossi quantitativi di carta, se stoccati erroneamente diventano curvi e di conseguenza inutilizzabili. È una short life card: il cartone è sempre stato utilizzato per delle card che hanno una vita corta, come gift card, abbonamenti a scadere, ricariche telefoniche adesso scomparse. Un altro vantaggio è che avendo un peso specifico relativamente più basso delle materie plastiche, a parità di peso è possibile produrre quantità maggiori, con benefit aggiuntivi a livello di costi della materia prima. Il processo di degradazione può variare in base allo spessore, ma comunque il cartone degrada molto rapidamente nell’ambiente naturale.

I pro del cartone, quindi, sono: totale biodegradabilità, rapporto peso/quantità – a parità di peso maggiori volumi –, facile reperibilità, a meno che non si parli di cartoncini speciali che sono prodotti da alcune realtà europee, però i tempi di arrivo sono abbastanza rapidi, e l’estrema facilità di stampa. I contro sono bassa flessibilità meccanica, bassa resistenza alle abrasioni, fragilità, variazioni meccaniche da umidità, vita limitata del prodotto finito. Anche in questo caso noi siamo in grado di fornire il prodotto, che può essere anche accessoriato con alcuni tipi di tecnologie, per quanto riguarda RIFD, bande magnetiche, stamping. Gli utilizzi sono gift card, ricariche scratch off, telefonia o buoni promozionali.

  • Infine le card ultratecnologiche, le bio-based. Si tratta di prodotti che utilizzano come legante molecolare degli amidi: nel caso del PLA si parla principalmente di mais, perché il progetto PLA è nato in America utilizzando l’amido di mais, poi è stato usato anche per produrre i sacchetti della spesa. Il PLA è totalmente biodegradabile se utilizzato puro, ma nel mercato il PLA puro per le card non viene usato, viene mixato con altre sostanze: può essere creato a wafer, quindi avere un cuore di PLA e un rivestimento di PET, ciò crea un ibrido che in fase di smaltimento rappresenta un problema, poiché non è assolutamente riciclabile. Il pro del PLA è che se usato puro ha una totale biodegradabilità. I contro sono: bassa reperibilità, bassa resistenza alle medie e alte temperature – una card in PVC pura ingiallisce dai 2 ai 4 anni, una card in PLA ha una vita molto più corta, perché appunto tende a degradare. Se puro è poco macchinabile e ha un costo elevato. Volendo può essere utilizzato per loyalty card, gift card e card bancarie, mai puro.

Il PHA è ottenuto dalla fermentazione di zuccheri, che vengono digeriti e trasformati in biomassa dai batteri. Anch’esso è completamente biodegradabile. Anche il PHA è completamente biodegradabile se usato puro e presenta le stesse problematiche del PHA. Anche questo può essere utilizzato per le loyalty, le gift e le carte bancarie.

Materiali degradabili

  • I materiali degradabili sono una soluzione positiva che accompagna il discorso di ecologia che si sta cercando di fare con l’industria. Il degradabile non è biodegradabile, è composto come il PVC originale da una parte di sale marino (57%) e una parte di etilene (43%), più degli additivi di degradazione: immaginate una catena meccanica, tra un anello e l’altro viene inserita una sostanza appetibile, che ‘fa venire fame’ ai microrganismi presenti nelle fasi di decomposizione della materia organica; tali microrganismi si cibano di questo attirante, lo digeriscono e lo trasformano in biomassa. Facendo questa operazione spaccano la catena molecolare del PVC e iniziano a decomporlo, disgregando le molecole e iniziando a distruggerlo.

Nel mondo ci sono dei materiali che sono oxodegradabili, cioè subiscono una degradazione se esposti a fonti di luce UV o a temperatura, umidità, ecc. Degradando in questo modo creano le cosiddette microplastiche, cioè ad occhio nudo spariscono, ma in realtà infestano l’ambiente. Le microplastiche vengono respirate e mangiate dai pesci, non vengono assolutamente digerite, vengono reimmesse, modificate ma mantengono sempre la struttura inquinante. Questo tipo di PVC degradabile è stato studiato proprio perché non si trasforma in microplastiche. È un materiale assolutamente uguale al PVC standard, le caratteristiche sono uguali a livello di produttività: è stampabile con tutte le tecniche che conosciamo, compatibile con tutte le macchine ISO di personalizzazione (inkjet, UV, ecc.), può essere laminato a basse temperature e limita anche l’immissione nell’atmosfera di anidride carbonica. La card ha una durata media tra i due e i quattro anni ma in realtà arriva anche a 10 anni e l’elasticità è la stessa del PVC standard.

Non tutti sanno che, quando viene prodotto il PVC a livello di materia prima, ha una emissione, un consumo di energia che è più basso di altre materie: per produrre il PVC si utilizza meno energia e ci sono meno esalazioni di Co2 nell’ambiente, perché può essere ammorbidito a temperature molto più basse rispetto ad altri materiali, rispetto ad esempio al policarbonato e al PETG, che hanno bisogno di lavorazioni molto più complesse a temperature più elevate. Anche in fase di partenza, quindi, il PVC è più ecosostenibile di altri materiali.

I pro del PVC degradabile sono il basso costo, nel senso che mantiene un prezzo in mercato, la facile reperibilità – ha dei tempi di realizzazione che sono identici al PVC normale –, proprietà chimiche e meccaniche identiche al PVC. In produzione per quanto ci riguarda è perfetto perché rientra in tutti i canoni delle regole ISO standard, ha una emissione di Co2 bassa e una lunga durata. Inoltre è un materiale totalmente riciclabile: un valore aggiunto del discorso di eco sostenibilità legato al PVC degradabile è che, oltre ad essere appunto degradabile, raccogliendolo e dandolo ad aziende che lo rigenerano, può essere riutilizzato fino a otto volte, quindi può diventare di nuovo una card, ma anche un tubo fognario, una canalina elettrica, ecc. Si tratta quindi di un procedimento ecologico. Gli utilizzi sono i soliti del PVC: loyalty card, gift card, chip card, RFID card, credit card.

PVC riciclato

  • Parliamo infine di un materiale che può essere anche degradabile, il PVC. Il materiale riciclato ha le stesse caratteristiche del PVC iniziale, quindi a livello di proprietà meccaniche, stampabilità è esattamente uguale.

I pro del PVC riciclato sono il basso costo, la facile reperibilità, l’elevata elasticità e resistenza chimica. È compatibile con tutte le tecniche di stampa e personalizzazione, alla produzione ha un basso consumo di energia elettrica e basse emissioni di Co2 ed è totalmente riciclabile. Il contro reale del PVC riciclato è che ha un punto di bianco leggermente inferiore al PVC vergine che però non penalizza certi ambiti delle card, perché una volta stampato può essere coperto con i colori; l’altro contro è che ha una tolleranza più elevata del colore perché è un materiale riciclato, quindi anche se viene pulito e rigenerato non avrà la tonalità di bianco che ha il PVC in partenza. Gli utilizzi anche in questo caso sono completi: loyalty card, gift card, chip card, RFID card, credit card.

Quale destino avranno le nostre card alla fine del loro utilizzo? Nel caso di materiali degradabili in PVC abbiamo due opzioni: la prima è che possiamo riciclarlo fino a 8 volte, dandolo ad aziende specializzate che lo lavorano; la seconda è che il cliente finale butta la sua card nei rifiuti dell’umido e, come si è visto in studi fatti in laboratorio, la degradazione avviene in circa 30 anni, che è comunque tanto, ma una carta in PVC standard o una carta ibrida potrebbero avere dei tempi di decadimento teorici di oltre 400 anni.

In Partitalia siamo in grado di fornire tutti i materiali illustrati in questa conversazione e possiamo fornire tutti i materiali senza alcun problema, oltre che arricchirli con la plusvalenza che è riferita alla parte di tecnologia che possiamo applicare sulle card. Inoltre, Partitalia è munita di un sistema di produzione delle card che è stato studiato per poter lavorare con una bassissima emissione di anidride carbonica nell’aria.

 

 

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